Tuesday 12 October 2010

Il Problema dell'Italia

E' venuto a trovarci un amico d'infanzia del mio compagno, un ragazzo cresciuto a Napoli, emigrato al Nord coi genitori a 14 anni. Entrando in casa nostra la prima cosa che ha detto e' che ha votato per berlusconi. Il che e' gia' un segnale allarmante di per se': non ha detto di aver votato un partito, ha detto di aver votato una persona in particolare. Mai mi verrebbe in mente di dire che ho votato, in passato, D'Alema, o Bersani, o chi per loro... Ho sempre detto voto comunista. Stop. E quando ancora potevo scegliermi il candidato, come mio papa', sceglievo una donna, possibilmente con cognome straniero. Era bello il voto di preferenza... Ti faceva sentire vicino alla persona che stavi votando. Adesso questo non c'e' piu' ma probabilmente il nostro amico questo lo ignora.

Si vedeva insomma dall'inizio che non voleva spiegarmi il perche' del suo voto a questo berlusconi. Pero' ho insistito; mi dispiaceva anche un po', pareva se ne vergognasse (e credo che in fondo se ne vergognava un po'). Allora mi ha detto che non avrebbe saputo chi altri votare. Beh, gli ho risposto, ma lo sai che quello e' un ladro? E allora si e' rivelata la potenza della TV di qualita': "Pero' lo sa fare!"

Ho chiuso li' il discorso della politica, davvero non riuscivo piu' a profferire parola. Saro' strana io? Boh, molto probabilmente si'.

Allora ecco che si e' rivelato l'italiano medio, in tutto il suo splendore. Calcio, figa e soldi. E, sembra, una ammirazione velata per fabrizio corona. Li' ho perso la testa: uno che ha dato il culo per fare "carriera", si fa arrestare ogni due per tre perche' corre come uno stronzo con le macchine di lusso (che si puo' permettere grazie al fatto che ha dato il culo) facendo rischiare la vita agli altri che incrociano il suo cammino, che e' stato in carcere accusato di estorsione... Insomma un bel personaggetto, no? Ci manca solo che violenti una ragazzina e allora diventa l'idolo di una generazione.

Forse sono all'antica, forse sto crescendo mio figlio in un mondo che non esiste piu', forse sara' un disadattato proprio per colpa mia... Pero' non potrei mai sopportare che stia seduto inerte (e inerme) davanti alla TV per ore, invece di passare del tempo con me, con noi.

So di sembrare pazza, so che addito sempre la TV come uno dei mali maggiori del nostro tempo... Pero' se ci riflettessimo un po' forse ce ne renderemmo conto. Un bambino (con il cervello che e' come una spugna, per le cose buone e per le cose meno buone) siede davanti ad uno schermo luminoso. Alternate ad immagini di strani pupazzetti animati vengono proiettate immagini di beni di qualunque genere (bambole, castelli gonfiabili, l'ultimo cartone da comprare in DVD), e lui assorbe. A me sembra somigliare ad un lavaggio del cervello. Posso anche sbagliarmi. Spero di sbagliarmi.

Crescendo, i pupazzetti animati vengono sostituiti da immagini "reali" anche se riprodotte in modo artificiale. Ma questo il bambino non lo puo' sapere. Crede che "quelli dei telefilm" siano persone vere, che davvero compiano quelle azioni... La finzione e la realta' non sono distinte. Qua e la', sempre molto frequentemente, immagini di beni in vendita, di qualunque genere (automobili, finanziamenti per comprarsi la TV piu' grossa, alcolici, vestiti).

Poi si cresce ancora, e dall'adolescenza si dovrebbe passare all'eta' adulta, in cui prendere decisioni importanti, cosa studiare e dove, che tipo di altri adulti frequentare, quali libri leggere... Questo passaggio pero' sembra sempre piu' difficile, dicono. Sono cambiati i tempi, il mondo gira piu' velocemente che una volta, non ci sono piu' le mezze stagioni e via discorrendo di luogo comune in luogo comune.

Ecco, per me personalmente questo passaggio ha significato iniziare a lavorare d'estate (per potermi comprare un CD che mi piaceva, un libro piu' costoso della media...). Poi ho iniziato a lavorare sempre, cosi' potevo pagare l'affitto della stanza vicino all'Universita', i libri per studiare, i vestiti che mi servivano, il cibo da cucinare con mani inesperte.
Insomma, non e' stato un periodo facile, sono stati anni travagliati, con tanti pensieri per la testa, milioni di progetti, il mondo cosi' grande che volevo girare in lungo e in largo. Ci sono state esperienze anche dolorose, amici e amori persi, avvenimenti grandi e piccoli che segnano la nostra vita in un modo o in un altro. Ed ora, guardandomi alle spalle, a quegli anni che parevano cosi' difficili, li ricordo con tenerezza, sono stati anni difficili ma essenziali. E li ho attraversati senza traumi perche' ero equipaggiata per affrontarli. I miei mi hanno sempre mesa davanti alla realta' vera, non quella finta della TV. Quando si guardava la TV lo si faceva piuttosto con mia madre, e sempre mi ricordero' la sua voce che mi diceva, davanti ad una scena triste: "Non e' vero, non ti preoccupare, quando finisce il film quelli si rialzano e fanno un altro film".

Tutto questo per dire cosa? Beh, la TV non deve essere una compagnia per i bambini, piuttosto uno svago, un momento di riposo e distrazione. Che tutta quella pubblicita' ci fa desiderare troppe cose che non servono persino a noi adulti, figuriamoci quanto piu' intensi sono i desideri dei bambini che non sanno dove si marca il limite tra una cosa che vuoi e una cosa che "ti serve". Per dire anche che, se siamo stanchi dopo una giornata di lavoro, di traffico, il sorriso dei nostri figli puo' aiutarci a buttarci alle spalle le amarezze della vita adulta e tuffarci per un po' dentro la nostra stessa infanzia. E allora perche' lasciare che quel sorriso diventi uno sguardo inebetito davanti ad una scatola luminosa, godiamocelo quel sorriso, sta a noi farlo sbocciare a volte...

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